USCITA DIDATTICA DEL 18 MARZO 2005 A GRINZANE CAVOUR
Chi non è mai stato a Grinzane Cavour?
Soprattutto cosa c’è a Grinzane Cavour?
Curiosi, vero?
Esiste, in quel paesino sulle ridenti colline delle Langhe, un imponente Castello a pianta trapezoidale che fu abitazione dell’illustre statista Camillo Benso conte di Cavour che "qui ha soggiornato e che vi fu Sindaco operoso e benefico per 17 anni, dal maggio 1832 al febbraio 1849", prima di entrare nella politica nazionale.
Grinzane è raggiungibile da Chieri con il treno, con l’auto, con il pullman. Noi abbiamo scelto di viaggiare in treno, anzi sui treni: il primo da Chieri a Trofarello, il secondo da Trofarello a Cavallermaggiore, e il terzo da Cavallermaggiore ad Alba. In quella città poi siamo saliti con il pullman fino ai piedi del grande cortile. Tutto tra le ore 7,10 e 10,20, ma noi ci siamo divertiti un sacco.
Sapete perché? Alla prima stazione di Trofarello abbiamo atteso il secondo treno più del tempo impiegato nel primo viaggio; abbiamo visto sfrecciare treni velocissimi; abbiamo notato i ferrovieri gentili e incuriositi nel vederci; abbiamo scoperto che in questa stagione concimano i campi (c’era un lezzo incredibile!) e abbiamo riso e cantato fino all’arrivo del secondo treno. C’erano ad attenderci Monica e Manuela, due animatrici simpaticissime che ci hanno fatto accomodare in vagoni “riservati ai bambini di Santa Teresa”. Dopo un po’ di conoscenza reciproca abbiamo imparato una canzone su un ritmo pop:
“E…E…E…ERA LA TORRE
LA TORRE DEL MISTERO
ERA UN BUCO
UN BUCO NERO
C’ERA UN UOMO CHE RACCONTAVA
MA NESSUNO
NESSUNO LO ASCOLTAVA,
C’ERA UNA STORIA BELLA E BRUTTA
R…R…RACCONTIAMOLA TUTTI E TUTTA”
Le animatrici prima di farci entrare nel castello ci hanno narrato la storia delle mura esterne, solo in quel momento abbiamo scoperto che in passato il castello era una torre di vedetta, successivamente diventata fortezza ed infine residenza nobile. Il castello è situato in una zona collinare ricca di vigneti e di altri castelli. Uno di questi appare contornato da edifici disposti a raggiera, mentre un altro, denominato “Castello Barolo”, era abitato un tempo dalla duchessa Julie, intima amica di Cavour.
Entrati nel castello come prima cosa abbiamo visitato la “sala del torchio”, dove venivano prodotti vini di alta qualità; Cavour era infatti un grande intenditore di vini, ed amava offrire i più pregiati ai suoi ospiti.
Salita una scaletta stretta e ripida, siamo entrati nella “sala delle maschere”, il cui soffitto è interamente decorato da affreschi raffiguranti i volti degli invitati ad una famosa festa, alla quale aveva partecipato anche Carlo V, re di Spagna. Ad illustrarci “la sala delle maschere” Pierino Belli in persona (che in realtà era poi un animatore travestito) che ci ha raccontato l’aneddoto della festa e ci ha addirittura insegnato alcuni passi di flamenco.

La stanza successiva era un grande salone, un tempo diviso da un muro (come dimostrano anche i diversi affreschi sul soffitto) in una parte adibita alla cucina, dove stavano i servitori, e un’altra che era la vera e propria sala da pranzo, dove banchettavano gli invitati.
Durante la visita abbiamo avuto anche la possibilità di vedere due “mini-musei”. Nel primo erano esposti piatti, calici e suppellettili varie, oltre ad una curiosissima bilancia per valutare la grandezza dei sacchi. L’altro era un’esposizione di attrezzi da lavoro, macchine ed anche una botte in costruzione. E proprio qui abbiamo incontrato il secondo personaggio: il bottegaio, che ci ha illustrato la funzione dei vari strumenti.
Infine siamo giunti nell’attesissima camera privata di Camillo Benso, dove ci ha raggiunto anche la sua voce che ripeteva incessantemente: -...la “comoda”!-, riferendosi a quel singolare WC integrato nella scaletta vicino al letto.

Intanto si era fatta l’ora di pranzo e, dopo una pausa ristoratrice, abbiamo iniziato il nostro pomeriggio a Grinzane con divertenti giochi proposti dalle animatrici.
Abbiamo poi ripreso il nostro pullman per recarci al torronificio Martini, dove abbiamo assistito alla lavorazione del torrone e dove erano anche disponibili alcuni dolci di cioccolato, prodotti dalla ditta Ferrero, sorta tra quelle colline molti anni fa. I più golosi fra noi, hanno potuto quindi spendere i loro soldini per procurarsi un dolce ricordo di quella bella giornata.
Ci siamo avviati alla stazione per prendere il treno del ritorno, ma un imprevisto era alle porte. Poco dopo la partenza infatti il treno aveva un guasto ed abbiamo dovuto attendere quello sostitutivo.
Ma noi non ci siamo persi d’animo e abbiamo trovato un grande prato dove abbiamo potuto giocare divertendoci un sacco; inoltre il treno sostitutivo si è rivelato rapidissimo ed anche molto lussuoso.
Nonostante il viaggio di ritorno non sia stato breve né privo di avventure, quando siamo arrivati a scuola eravamo tutti molto dispiaciuti del fatto che quella giornata strepitosa fosse già finita.
Con gioia abbiamo salutato i genitori che ci aspettavano alla stazione di Chieri, nella speranza di poter ripetere presto una gita così istruttiva e divertente.