"Ho imparato tante cose nei tanti incontri che ho avuto con i genitori, e quello che vi dico questa sera e' una di quelle che mi sta piu' a cuore perche' io ci credo:
I VOSTRI FIGLI HANNO SOLTANTO VOI".
Don Bruno Ferrero apre l'incontro soffermandosi su questa importantissima frase: "I VOSTRI FIGLI HANNO SOLTANTO VOI", che e' poi anche il titolo del libro da lui scritto. Don Bruno la ripete piu' e piu' volte, intercalando delle pause di riflessione.. Si tratta di una frase importantissima, che deve entrare nei cuori di tutti, ed e' una cosa su cui, dice, non si puo' scherzare.
Continua dicendo che il problema e' sotto gli occhi di tutti, domanda che cosa vuol dire avere dei figli in un mondo in cui i cani mangiano i bambini, in cui gli ubriachi vanno addosso alle persone che aspettano il tram, e la gente si spara nelle strade, in cui i ragazzini si danno fuoco per andare su internet. E' una cosa molto seria e SOLO L'EDUCAZIONE puo' cambiare il mondo.
Non possono essere i soldati, la polizia o le forze dell'ordine a cambiarlo, non si puo' pensare che fortificare le nostre citta' sia una soluzione. Cosa trasmetteremmo ai nostri figli altrimenti? Chi e' che trasmette loro il senso della vita? E la vita ha un senso? Che cos'e' la vita?
All'interno del libro che parla proprio di questo argomento, ci sono alcuni capitoli che si riferiscono proprio alla figura che i genitori rappresentano per i figli. Don Bruno invita i papa' a riflettere su una frase molto saggia detta dalla persona piu' saggia dell'universo: una bambina, una qualunque bambina di 8 anni, che un bel giorno dice a sua mamma "ma se ti do tanto fastidio, perche' mi hai fatta nascere?" Bene, e allora (continua D. Bruno) vi siete mai chiesti perche' avete fatto nascere i vostri figli? Partiamo proprio da questa fondamentale domanda. E ricordatevi bene che alle domande dei bambini si risponde SEMPRE.
I bambini pongono molte domande, perche' si muore? Perche' si nasce? Perche' questo? Perche' quello? E noi abbiamo il dovere di rispondere loro. Bisogna trovare il coraggio di farlo: SEMPRE.
Se ci si pensa bene, la domanda della bambina nella sua semplicita' e' molto bella: perche' siamo nati? La risposta e' perche' siamo stati desiderati, invitati, voluti e chiamati alla VITA. E questo e' bellissimo. Questa riflessione ci porta alla domanda successiva: "bene, ora che sono qui, cosa mi dai?" E la risposta e', e deve essere, L'EDUCAZIONE. L'educazione e' una sola, e deve partire da voi, i vostri figli sono soltanto vostri e voi non potete subaffittarli alle cure e all'educazione di qualcun altro. Cio' che non fate voi non lo fara' nessuno.
La maggior parte della gente se la cava dicendo che tanto come sono cresciuti loro, se la caveranno anche i figli e cresceranno pure loro. Ma non e' cosi'. La cosa peggiore da dire ai propri figli e' "Arrangiati".
Don Bruno prosegue dicendo che ciascuno di noi ha diritto di essere felice, noi non siamo stati invitati alla vita per soffrire. Non si puo' fare finta di non avere figli, e la nostra felicita', dal momento in cui sono nati e per sempre, dipendera' da quello che faranno loro, e all'ora l'educazione che gli vorremo dare servira' alla loro e alla nostra felicita'. E non e' difficile lavorare per costruire la felicita', non c'e' nulla di complicato nell'educazione.
"Guardatevi nella vostra famiglia, ci vuole cosi' poco per rendere tutti i suoi componenti felici, e allora la domanda spontanea e' "perche' allora non lo fate?". Il concetto di educazione e' molto semplice, facile e allora perche' cosi' pochi lo attuano? Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che e' proprio cosi'.
A questo punto Don Bruno, porta a sostegno delle sue parole una poesia scritta da un 15enne, commentandone frase per frase:
Volevo il latte e ho ricevuto il biberon: e gia' si comincia male, perche' c'e' una bella differenza tra una mamma morbida e calda e una bottiglietta di plastica.
Volevo dei genitori e ho ricevuto un giocattolo: puo' sembrare una cosa ingenua, ma c'e' un meccanismo che si innesca, che non funziona, e che porta a dei risultati disastrosi. Le stanze dei figli sono spesso piene di giocattoli che vengono loro donati per colmare il rimorso che hanno i genitori per il fatto di non passare abbastanza
tempo con loro. Giocattoli che servono a sostituirci, a sostituire il nostro amore, quasi a voler comprare il loro affetto, e questa e' semplicemente corruzione e alla lunga si paga, eccome. Inoltre abituiamo i figli a considerare molto le cose e poco le persone, e un po' alla volta i figli ci sostituiranno con le cose che gli diamo. Il vero problema e' degli adulti, non dei ragazzi. Che fine hanno fatto gli adulti? Che fine ha fatto il valore delle persone? Don Bruno si riallaccia al ricordo che ha di una signora che aveva quella che e' considerata la malattia del secolo, quella malattia che a volte usiamo per giustificare tutti i nostri malesseri: la depressione. Questa signora ne era malata nella forma piu' grave, al punto da desiderare di morire. Il marito disperato la porto' ovunque, medici, psichiatri illustri, ma nessuno riusci' ad aiutarla, e lei era sempre piu' malata. Un giorno, sfinito, il marito le disse semplicemente tre parole "HAI ANCORA ME"... e la salvo'.. la signora guari'. Questo ci vuole insegnare che bisogna ritrovare il senso del valore delle persone, di coloro che stanno con noi, che ci amano e che noi amiamo. Perche' solo con le persone che ci amano e che amiamo possiamo ritrovare noi stessi. La cosa piu' straziante ed insopportabile e' essere vicini fisicamente a qualcuno, ma lontani spiritualmente..
Volevo parlare e ho ricevuto un televisore: sembra una sciocchezza.. ma..
Don Bruno dice che spesso nei suoi incontri, chiede ai genitori, di fare una classifica in ordine di importanza dei doni che vogliono fare ai figli. Da queste classifiche si e' accorto che nessuno scrive mai "l'intelligenza". Continua affermando che non sono mai esistiti e non esistono bambini e ragazzi cattivi. Ma se guardandoci intorno vediamo bambini che si comportano male, la prima cosa che bisogna fare e' pensare che sono SCORAGGIATI. E siamo noi adulti che li scoraggiamo, con le parole, i gesti, e se cio' succede rischiamo di perderli. Scoraggiare i figli e'
persino troppo facile, e inconsapevolmente, noi adulti ci siamo inventati mille modi per farlo anche con i piu' piccoli, ma poi e' difficile ritrovare i nostri figli. NOI genitori decidiamo l'intelligenza dei nostri figli.
E quanti sono quelli che si perdono? Quanti sono ad esempio i bambini che vanno a scuola mal volentieri? Da dove viene fuori tutto questo? "Vi ricordo che si impara per piacere" e allora cosa succede, perche' ad un certo punto questa voglia e questo piacere finiscono? Il primo grosso guaio che puo' capitare ai figli e' di non possedere gli strumenti linguistici di base per COMUNICARE. Se manca la capacita' di comunicare, i bambini si mettono da parte, ai margini. Ai figli si deve parlare correttamente
e non con moine o paroline sciocche, come si parla con i neonati. Bisogna parlare ai figli, di qualsiasi cosa, di tutto, l'importante e' parlare con loro e bene. Perche' i figli si annoiano a sentir parlare di libri?
"Voi papa' siete molto importanti per i vostri figli" prosegue D. Bruno, "molto piu' di quanto pensiate.
Qualunque papa' puo' trasmettere la passione della lettura ai propri figli, anche solo leggendo "tutto sport".
Bisogna trasmettere il piacere di fare le cose, di leggere. Le sgridate, i rimproveri, le prediche, non portano a nessun risultato, fanno solo stare male. I figli non fanno mai cio' che predicate. E chi lo fa? Non fate quindi prediche inutili, non servono. Agite, con la comunicazione. Con le parole. Parlando e ascoltando i vostri figli.
Parlare, leggere e scrivere correttamente e' il primo grande passo per aiutarli a metterli sui binari giusti.
Certo ci sara' sempre qualcuno un po' riluttante, ma non vi arrendete, perche' imparare e' bello. Ed e' questo
che dovete trasmettergli, e se glielo dite voi ci crederanno. E' solo a voi che crederanno".

Volevo imparare e ho ricevuto pagelle: la scuola e' una cosa seria. La piu' seria che esiste.
Se ci si guarda intorno, quanti "stupidi" si possono vedere? E' di loro che bisogna avere paura, e non e' forse vero che stanno aumentando troppo? "Pensate a quel mago della finanza che ha messo in ginocchio il mondo intero per fare i suoi giochetti, e non gliene importa nulla di tutte le persone rovinate per colpa sua, perche' per lui era tutto un gioco, e non pensate che questa sia stupidita'? E' di gente cosi' che bisogna avere paura. Cosa succede se perdiamo la nostra testa?"
Ecco perche' l'intelligenza e' importantissima. E' la prima cosa che dobbiamo costruire nei nostri figli. Ed e'
cio' che dobbiamo donare loro. Dobbiamo insegnare loro ad avere una buona testa per ragionare. Questo ragazzo di quindici anni dice che voleva imparare ed invece ha ricevuto una pagella. E' andato a scuola dove veniva misurato in tutto cio' che faceva. Ma cosa c'e' da misurare? A scuola si deve IMPARARE. "Non fate l'errore di assillare i vostri figli chiedendogli che voto hanno preso! E' un' idiozia! Non lo fate". D. Bruno ripete che la cosa piu' importante e' IMPARARE. Non il voto da sfoggiare agli altri. E si tratta di vedere cosa devono imparare i nostri
figli, cosa vogliamo insegnargli.
Volevo pensare e ho ricevuto sapere: e' facile mettersi davanti ad un pc e leggere pagine e pagine con il solo scopo di aumentare il nostro sapere. Ma c'e' una bella differenza con il saper pensare! "Ma chi insegna ai nostri figli a pensare con la propria testa?" prosegue D. Bruno, "La risposta siete VOI. Il segreto dell'educazione e' una BUONA FIGURA PATERNA. Tutte queste cose sono i papa' che possono e devono trasmetterle ai figli. I papa' e nessun altro. E' proprio il vostro compito dare ai vostri figli la FORZA dell'educazione". Da dove comincia la famiglia? Di solito all'immagine di un bambino si associa sempre quella della mamma. Mamma e figlio in simbiosi. Ma quella non e' la famiglia. Il padre segna il rapporto con la realta' e trasmette la forza e il coraggio per affrontarla. Ed e' questa la famiglia, l'unione tra padre-madre e figli. Cio' di cui hanno bisogno i figli e' di un padre forte, che li faccia sentire al sicuro e protetti. Con una figura paterna cosi' i figli diventano coraggiosi. "I vostri figli vi osservano e seguono il modello che gli date. Voi dovete essere forti perche' cosi' loro possono affrontare questo mondo che non gli piace per niente".
Volevo una visione generale e ho ricevuto un'idea: ognuno dei nostri figli riceve ogni giorno centinaia di informazioni, di ideologie, come centinaia di sassolini colorati, ma se dietro non c'e' un disegno piu' grande, una sorta di mosaico dove collocarli, che se ne fanno? Si confondono e basta. "Gli unici che possono fornire ai figli una bussola per guidarli nella vita siete voi e solo voi". Si pensi al fenomeno del bullismo, dimostrazione di grande stupidita', la soluzione a questo problema non e' chiamare i carabinieri, come caldamente consigliato dal ministero italiano, fare cosi' significa rinunciare ad educare, significa abbandonare questi ragazzi che sono confusi. Questi ragazzi sono stati messi al mondo.. e adesso? Non li si possono abbandonare, o confusi si perderanno.
Volevo essere libero e ho ricevuto la disciplina
Volevo avere amore e ho ricevuto la morale, e voler trasformare gli insegnamenti in morale e' sbagliato.
Volevo una professione e ho ricevuto un posto,... volevo cambiare e ho ricevuto compassione....
Volevo...Volevo...ecc...
La poesia va avanti, e le cose che il ragazzo chiede sono sempre piu' importanti e profonde, e piu' diventano
importanti e meno riesce ad ottenerle.
D. Bruno sottolinea l'importanza di parlare con i figli, di tutto, dalle cose semplici alle cose difficili come puo' essere la morte. Se si pensa a quanti morti ammazzati vedono i nostri figli semplicemente passando da un canale all'altro con il telecomando, e allora ecco che e' importante rispondere alle loro domande anche su questi temi.
D. Bruno fa l'esempio di una madre, una come tante, che lavora fuori casa, e poi la sera torna a casa stanca e si deve ancora occupare delle faccende di casa, dei figli, della scuola, e della loro educazione, ma ad un certo punto e' talmente impegnata e trafelata che l'educazione si perde, ecco perche' diventa importante la figura paterna. I papa' devono tornare a casa e fare una dichiarazione di amore ai figli, devono dirgli esattamente "IO TI AMO, e percio' impediro' con tutte le mie forze che tu sbagli, e se ti dico di no, che quella cosa non la fai, te lo dico perche' ti amo". Da questo parte l'educazione e la disciplina, fondamentale tanto quanto l'intelligenza. "Voi dovete avere la forza di dire NO, e di porre dei limiti. Bisogna spiegare loro che esiste una direzione da seguire, ed e' quella che gli date voi e nessun altro" sostiene con fermezza D. Bruno.
E prosegue dicendo "Non fate da tappezzeria nella loro vita, fategli sapere che vi stanno mangiando un pezzetto alla volta, perche' voi siete felici di darvi a loro, ed e' per questo che da loro potete e dovete pretendere molto". Se di fronte ad un no la reazione di un figlio e' quella di fare capricci, buttarsi per terra, diventare isterico, dare calci a chiunque, allora bisogna cominciare a pensare che forse si sta allevando uno "stupido". Non bisogna arrendersi, cio' che i padri possono e devono fare e' insegnare ai figli che tolta la cosa per cui gli e' stato detto di no ce ne sono altre milioni che invece possono fare. Si tratta di fornire loro la capacita' di trovarsi delle alternative. Nei momenti di crisi conta l'intelligenza creativa per escogitare soluzioni alternative. Questi bambini saranno un giorno adulti capaci di non arrendersi, e quando riceveranno un no (e nella vita quanti se ne ricevono!), allora saranno capaci di indirizzarsi su altre cose senza perdersi d'animo, senza finire in un giro sbagliato.
Quindi i NO sono fondamentali.
I genitori devono essere risoluti. Se si promette (o minaccia!!) una punizione nel caso vengano trasgredite delle regole, non bisogna tornare sui propri passi. Bisogna mettere in pratica cio' che si e' minacciato, o altrimenti i figli capiranno le nostre debolezze e si faranno gioco di noi.
L'amore di una mamma c'e' sempre per i figli, si da quasi per scontato.. ma i padri no. L'amore di un padre si deve conquistare. "Voi padri siete la forza a cui i figli si devono aggrappare. E piu' di ogni altra cosa i figli da voi desiderano la STIMA. E' da voi che vogliono sentirsi dire "bravo", con orgoglio. I figli sono felici quando valorizzate cio' che fanno".
D. Bruno dice che i padri sono come il muro per l'edera, il muro a cui i figli possono aggrapparsi per crescere in piedi, senza crescerebbero strisciando, e allora ecco di nuovo il concetto che "i figli hanno soltanto voi!"
D. Bruno continua leggendo e commentando una sorta di decalogo dei papa':

- il primo dovere di un padre verso i figli e' amare la loro mamma
- un padre deve soprattutto esserci, e non si intende fisicamente, ma i vostri figli devono poter contare su di voi. Sapere che se hanno bisogno, voi siete li
- un padre e' un modello che lo voglia o no, i figli non faranno mai cio' che dite, ma faranno cio' che siete
- un padre da sicurezza, e' da voi che se lo aspettano
- un padre incoraggia e da forza. Siete voi che dovete incoraggiarli.. o li perderete
- un padre ricorda e racconta, e parla con i figli. I figli non si "mandano" a dormire, ma si accompagnano, prima di spegnere la luce chiacchierate con loro..di qualsiasi cosa, non ha importanza. Si creera' un rapporto insostituibile
- un padre insegna a risolvere i problemi
- un padre perdona
- un padre e' sempre il padre, anche se il figlio e' lontano. Questo e' un mondo di ex mogli e di ex mariti, ma non si possono avere ex figli.