INCONTRO GENITORI: 05 MARZO 2008
Dapprima la Dott. Farci Sabrina ha lasciato che i genitori raccontassero le loro esperienze partendo da queste domande:
- in famiglia ci sono delle regole per i bambini?
- quali sono queste regole?
- ci sono delle regole di difficile attuazione, ossia che di fatto, una volta date, poi succede un qualcosa per cui non si riesce più a farle rispettare?
Risposta: Ci sono elementi che stanno alla base dell’osservanza delle regole:
1° – LA COERENZA – Questo vale per adulti e bambini. Se si dice una cosa bisogna farla, i bambini la devono vedere rispettata dai genitori. A volte noi diciamo si e facciamo no ... “L’altalena potrebbe essere l’immagine! ”I bambini acquisiscono molto di più da quello che vedono, dai modelli educativi che offriamo loro, dalla coerenza del nostro modo di agire. Papà e mamma sono modelli indiscutibili per i bambini! …Se si dice al bambino: ritira, poi papà lascia sempre tutto in giro e occorre che la mamma le passi dietro per ….! Se si dice. “Non si guarda la TV mentre si mangia”, poi papà è patito del telegiornale e non ascolta il bambino che a tavola vuole dire … Stabilita una regola, non si deve mai cedere, anche un solo ripensamento insegna al bambino che si può tornare indietro e la volta successiva sarà più difficile mantenere la regola! La coerenza genera sicurezza. I bambini hanno bisogno di genitori sicuri, coerenti. Sanno che quando tornano a casa, mamma, papà sono così. I bambini più sereni e tranquilli non sono quelli sempre seduti e composti, ma quelli che sanno che i loro genitori gli vogliono bene, perchè ci sono sempre allo stesso modo.
2 – CHE LE REGOLE SIANO SEMPRE PROPOSTE, ossia la COSTANZA – Se si dorme nel lettino, si dorme sempre nel lettino, sempre seduti a tavola, sempre si deve ritirare. Non si possono fare eccezioni dentro le quali il bambino sperimenta la sua potenza sull’adulto. Questo reca molta ansia nei bambini. La regola serve, a noi adulti per vivere meglio in società, ha un senso relazionale, ma al bambino serve per la strutturazione di se, per la costruzione della propria identità. La regola serve per una crescita emotiva più equilibrata. I bambini senza regole sono molto ansiosi, stanno molto male. Sembrano dei super potenti, fanno tutto quello che vogliono, ma di fatto sono molto ansiosi e insicuri. Una mamma era molto preoccupata della reazione della bambina (di 5 anni) nel togliere il biberon. Un giorno questo finalmente scompare, non c’è più! “Ah va bene”, dice la bambina. Due giorni dopo la bambina dice: “Mamma, ti ricordi come ero piccola quando prendevo il biberon?” Ossia la bambina non aspettava altro che l’aiuto della decisione della mamma! Il problema non è la reazione della bambina/o, ma la nostra ansia, la nostra preoccupazione, la nostra “paura” (ma chissà … , ma poi starà male…) di fronte alle reazioni dei bambini. Le crisi bisogna metterle in conto, invece di averne “paura” e andare in ansia, e quindi affrontarle! E’ normale che un bambino reagisca quando si vogliono togliere le sue abitudini da piccolo, per farlo crescere! Ma va aiutato a superare la crisi, senza cedere!
Il bambino capisce la nostra ansia e la utilizza come segno di potere. Essi si sentono più forti dei genitori. (“Io bambino sono più forte di papà!?…”) Se il genitore è convinto di quello che propone con chiarezza e fermezza, e lo motiva, questo da al bambino l’idea che il genitore è più forte di lui. E i bambini hanno bisogno di avere qualcuno che si curi di loro e li protegga. A braccio di ferro deve vincere papà, non il bambino! “Il mio papà è forte e mi proteggerà!” Se questo meccanismo inconscio non c’è, se il bambino è più forte dei genitori, questi avrà paura, perché sa che lui è piccolo e da solo non riesce.
Le regole vanno presentate in modo sereno, tranquillo, coerente. E’ sperimentato che i bambini con regole stanno meglio, sono più contenti, più contenuti, più controllati, e si vede!.
I bambini più “sregolati” sono più stanchi, più strani, non riescono a star fermi, a concentrarsi, a finire un gioco, sono bambini che hanno meno limiti interni, sono quelli che presentano più comportamenti problema, sono più instabili, incontenibili, si muovono pesante, hanno più problemi a scuola …
L’eccezione alla regola?: L’eccezione ci può stare, ma va motivata. Fondamentale è la spiegazione, la motivazione, tenendo conto però che il bambino osserva più il comportamento del genitore che la motivazione verbale. E che comunque lui utilizzerà in seguito l’esperienza dove lui ha vinto per vincere ancora!
3 – COMPRENSIONE DELL’EFFETTIVO BISOGNO DEL BAMBINO, (O CAPRICCIO?). Fondamentalmente i bambini hanno sempre bisogno dei genitori, ma dopo i 3, 4 anni, aumentando la vita sociale, il bambino si apre al mondo esterno e ha meno bisogno della mamma. Ha però bisogno di fare cose con i genitori. Se questo non avviene il bambino userà modalità di ricatto, come il capriccio, ce lo dirà in modo un po’ provocatorio, da frustrato: ho bisogno di stare di più con voi. Se il bambino/a è in grado di andare in bagno da solo, vai .. la bambina tenta di ridiventare di nuovo piccola, così la mamma si occupa di lei! Accettare la sua regressione, è rischioso, occorre dargli altri spazi o altri momenti affettivi solo per lei/lui.
Dare regole e mantenerle è più faticoso per noi, ora! I frutti si vedranno dopo! Spiego, dico, faccio, e poi arriva il no secco! E’ quello che il bambino vuole! Il bambino col suo capriccio ci dice: “Mamma non sei capace di dirmi di no!”
4 – SENSI DI COLPA – “ Il bambino è stato tutto il giorno a scuola ed è stanco, i genitori sono stanchi, i genitori si sentono in colpa per il lavoro, perché arrivano a casa tardi, non vedono mai il bambino .. E’ un bisogno nostro e del bambino? Alla base c’è il nostro senso di colpa. Il bambino va a toccare il lato più debole e più sensibile dei genitori per farli sentire in colpa ..! Anche se la mamma è a casa solo alla sera, non è tanto importante la quantità del tempo dato ai bambini, ma la qualità!
Se per quell’ora che si sta insieme alla sera, l’adulto è incoerente: mamma oggi molto arrabbiata, poi molto affettuosa, oggi molte coccole e domani diventa aggressiva, .. è molto dannoso. Incoerenza e instabilità creano nel bambino un’immagine insicura del loro modello di riferimento.
5 - REGOLE UGUALI PER TUTTI I FIGLI, PER TUTTE LE ETÀ? Il bambino grande sempre deve mettere a posto, il piccolo è sempre in braccio alla mamma o nel lettone, .. Il bambino non è grande solo per ritirare i giochi, .. Essere grandi è faticoso, è vero, allora facciamolo sentire grande anche nelle cose piacevoli. Il bambino grande è importante in qualcosa di importante: ruoli, compiti, posto, momenti speciali per loro come singoli. Il bambino che vede la mamma sempre con la piccola in braccio, sempre occupata con … userà strategie per attirare l’attenzione della mamma e regredire, così la mamma si occuperà di lei. L’importanza al bambino è data dalla nostra vicinanza a lui: interessamento, coccola speciale, … poi vai in bagno da sola, perchè sei grande, sei capace… I bambini hanno bisogno di sentire che la mamma c’è !..
6 – CORAGGIO! Ma non è tutto perso e non siamo infallibili!. Si può dire al bambino: “oggi sono molto stanca, se continui così posso arrabbiarmi, alzare la voce, ..” E se poi veramente mi arrabbio, il bambino è stato avvertito, lo capisce, è preparato e la nostra reazione è motivata. Motivare la nostra arrabbiatura dopo, questa può apparire solo una scusa agli occhi del bambino ed è più difficile da capire.
7 - GENITORI SEPARATI: non sono più marito e moglie, ma sono sempre mamma e papà per il bambino, sono il suo punto di riferimento e dovrebbero essere il più possibile coerenti. Le regole di massima andrebbero il più possibile condivise. Avere più o meno gli stessi modelli e le stesse regole. Il bambino deve fare una fatica in più. E ci prova anche di più: da mamma è così, da papà è cosà, per vedere se riesce a ottenere quello che vuole, .. Però i bambini si adattano anche molto facilmente alle situazioni. Se ci sono regole diverse i bambini le imparano, ma ci deve essere almeno una coerenza interna.
8 - LETTONE: è la questione più difficile! “Il bambino urla, non vuole … ! E’ un capriccio, o è un bisogno del bambino, o è un bisogno della mamma di avere il bambino nel lettone?
Bisogna fare una differenza: o è un disturbo del sonno, e allora bisogna capirlo. Però per molti bambini il problema sta nella fase dell’addormentamento. E’ solo il momento del distacco! E la difficoltà è nella mamma che non ha il coraggio di mandare il bambino nel suo lettino, nella sua cameretta. E poi diventa un problema di coppia! E certi mariti non ne possono più! E alcune coppie sono giunte alla separazione! È come se la mamma dicesse: “Tu papà sei grande, lei è piccola, io mi tengo la piccola!” E’ un messaggio forte per il papà e la bambina/o. Anche la bambina capisce che è la mamma che la vuole nel suo letto! Poi certo le scuse saranno che la bambina piange, non si addormenta, ha la tosse, devo controllare il respiro, …… La coppia deve avere anche tempo per se e per l’altro coniuge … Il bambino deve abituarsi a dormire nel suo lettino, perché il bambino separa la coppia. Anche il papà deve contribuire e aiutare a separare mamma-bambino.
Io lo addormento nel lettone, poi lo sposto … no: il bambino deve addormentarsi nel suo lettino, andarci da sveglio, addormentarsi nel suo spazio da sveglio! Noi ci sediamo sulla sedia e aspettiamo forse un po’ di tempo in più finchè si addormenti …
Da quale età può stare nel lettino? I bambini dormono nel loro lettino fin dalla nascita! Il lettone, la camera è una comodità, però …
Interiorizzazione dei ruoli. Mamma e papà sono mamma e papà e dormono insieme nel lettone, tu che sei un bambino dormi nel tuo lettino. Perché? Perché è così! Tutti i papà e le mamme dormono insieme e tutti i bambini dormono nel loro lettino. Se si cede anche una volta sola, dopo è molto difficile rientrare nella norma!.
NONNI: sono più permissivi, danno più vizi. I nonni sono speciali, per tutta la vita. Non creano tantissimo danno, anche perché i bambini sanno adattarsi. Sanno che con la mamma è no e non fanno capricci, con i nonni è si e fa capricci, perché sa che può farli e vince. Il danno sarà piuttosto nei troppi regalini, nei desideri subito soddisfatti che tolgono nel bambino il senso dell’attesa, della sorpresa, del desiderio. Il desiderio fa bella la vita. Inoltre i no sono un’educazione a tollerare le frustrazioni inevitabili nella vita!.
CONCLUSIONE
- I bambini hanno delle possibilità immense: Non tarpiamo loro le ali! Lasciamoli volare!
- Prima togliamo ciucci, biberon, passeggini, pannolini, più i bambini sono autonomi e sicuri!
- Quando si decide di toglierli, non si torna più indietro! Ciuccio, biberon, passeggino: sono oggetti per bambini piccoli! Il toglierli è legato alla fiducia in se stessi e il trattenerli fino a 3 anni è segno di insicurezza! Ciuccio e biberon, se si trattengono ancora dopo, possono diventare una dipendenza!